Quando la chimica computazionale e AI entrano in cantina
L’arte del blending (qui il taglio dei vini) è sempre stata il regno dell’intuizione dell’enologo. “Un po’ più di Merlot per ammorbidire, un tocco di Cabernet per la struttura…”. Ma se potessimo prevedere matematicamente quale mix otterrà il punteggio più alto dai consumatori?
Aziende specializzate nel settore enologico, hanno “insegnato” ai computer a gustare il vino.
Non si limitano a misurare zucchero e acidità, ma analizzano centinaia di composti aromatici e le loro interazioni invisibili. L’AI incrocia questi dati chimici con un database di migliaia di preferenze reali dei consumatori.
Il risultato è un software che può dire all’enologo: “Se misceli la vasca A al 30% con la vasca B al 70%, otterrai un vino che piacerà all’85% del tuo target di riferimento”.
Non sostituisce l’uomo, ma gli dà un superpotere: la capacità di simulare migliaia di blend virtuali in pochi secondi, riducendo i rischi di un’annata sbagliata e creando vini “su misura” per i gusti del mercato (es. USA vs Asia). È la chimica e l’AI che incontrano il marketing, nel calice e dalla cantina . Vuoi saperne di più sull’argomento: segui il mio blog.
#WineTech #Enologia40 #CantinaDigitale #VinoItaliano
Rispondi