Durezza del bambù gigante

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Vera o falsa la formidabile durezza del bambù gigante?

In effetti quando si parla del bambù, spesso in riferimento ai parquet di questo materiale, ci parlano di una incredibile durezza.

Da test effettuati secondo il metodo Brinell, come riporta anche in un suo articolo l’ Arch. Giovanna Barbaro esperta e ricercatrice di materiali ed applicazioni eco-sotenibili, il bambù ottiene un coefficiente di 9 rispetto al ben noto teak con solo il 4.

Altri studi riguardano l’utilizzo del bambù gigante per costruzione come ben descritto da Simone Fant :

Esempi di edifici contemporanei

Gli edifici in bambù non sono più associati all’idea di architettura povera, ma rappresentano oggi la frontiera dell’architettura green elegante e innovativa.

Nel 2018 la prima Biennale Internazionale dell’Architettura in Bambù ha presentato 18 costruzioni, realizzate da 12 architetti di fama internazionale tra i quali Kengo Kuma, Vo Trong Nghia, Anna Heringer, Li Xiaodong Atelier e Simon Velez, che sono state costruite in uno scenario agricolo.

Chiangmai Life Architects and Construction è una società con sede in Tailandia specializzata nella progettazione e costruzione di architetture in bambù e terra che combinano un moderno design organico con l’ingegneria del 21° secolo.

Una delle loro opere più imponenti è il Bamboo Sports Hall per la Panyaden International School, un ecologico campo sportivo in bambù di 782 metri quadrati che riprende la forma del fiore di loto, simbolo della Tailandia e degli insegnamenti buddisti.

La verità sta spesso nel mezzo ed un coefficiente sarà chiaro quando avremo delle estese piantagioni di bambù gigante in Italia, con cui fabbricare a chilometro zero, i nostri parquet e laminati .

Infatti , dato che i culmi (canne) di bambù tendono ad arricchirsi di silicio con il passare degli anni ed una corretta coltivazione, conferendogli la nomea di “acciaio verde”, sapendo l’origine e l’età dei culmi potremo definire la sua durezza.

selezione di culmi in base alla Durezza del bambù gigante e diametri
culmi di bambù gigante selezionati per durezza e diametro

COP21 Parigi: bambù ecosostenibile

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L’obiettivo è chiaro: raggiungere le “net zero emissions”, zero emissioni nette. Resta da capire entro quando.

Sono passati sei anni dalla Cop21 di Parigi, quando è stato preso il primo vero impegno comune per il clima. Impegni riconfermati durante l’ultimo G20 di Roma, durante il quale le principali potenze economiche mondiali hanno concordato di raggiungere le zero emissioni nette “entro o intorno alla metà del secolo”. Oggi e per le prossime due settimane, a Glasgow, i Paesi sono chiamati a rendere conto dei provvedimenti concreti che intendono mettere in atto per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1.5°C. 

Io penso che gli agricoltori dovranno fare la loro parte , impegnandosi a  produrre cibo sano e nutriente, ma diversificando le colture e  puntando come dice la COP21 Parigi: bambù ecosostenibile.

Una carta vincente può essere il BAMBU’ GIGANTE che cattura enormi quantità di CO2 e genera fino al 35% più ossigeno rispetto ad altre specie arboree, producendo al contempo notevoli margini di guadagno.

bambuseto nel torinese un esempio COP21 Parigi di bambù ecosostenibile
bambuseto nel torinese

Un ettaro di bambù gigante trasforma in ossigeno fino a 62 tonnellate di CO2 / anno.

Mentre 1 ettaro di bosco giovane sottrae all’ atmosfera solo 15 tonnellate di CO2 / anno. (Fonte: J. Janssen, Università Tecnica di Eindhoven, 2000 – COP21 Parigi: bambù ecosostenibile).

Non solo ma ora tramite i satelliti possiamo osservare quanto, veramente, stiamo inquinando, Paese per Paese.

Dunque per certificare il rispetto degli accordi climatici (su tutti quelli di Parigi, la Cop 21 e di Glasgow, Cop 26) e per monitorare tutto ciò che, per un terremoto o un cedimento, potrebbe crollare.

E infine per mettere a frutto tutte queste informazioni e creare dei bambuseti che generano ricavi, per fare business ci vuole una strategia ed un agronomo con esperienza specifica. Tutte queste cose sono strettamente collegate all’ambiente ed alla agricoltura 4.0.

Per gli impazienti: Tropical il bambù gigante precoce

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Come già descritto nella home page, il bambù gigante specie Phyllostachys edulis entra in produzione fra il 4° ed il 5° anno in funzione delle caratteristiche del terreno, condizioni climatiche e pratiche agronomiche più o meno intensive.

La specie Tropical adatta a coltivazioni sotto serra, avendo una resistenza al freddo fino a + 4C° anticipa la produzione di germogli fra il 2° ed il 3° anno.

Il termine “precoce” deve intendersi in riferimento all’ anticipo dell’entrata in produzione di germogli commerciali dal momento dell’impianto del bambuseto.

Per quanto attiene al periodo dell’ anno in cui spuntano da terra i nuovi germogli , il Phyllostachys edulis si raccoglie fra marzo e giugno mentre quelli del Tropical ad inizio estate.

Le piante nelle foto sono state messe a dimora nell’ autunno del 2014 e nell’ ultima settimana di luglio di quest’anno, abbiamo raccolto e mangiato, con gusto, i primi germogli.

La produzione al 3° anno è tra i 3 e  7,5 tons all’ ettaro ad un prezzo di mercato attualmente fra i 10 € / 12 € al kilo ( fonte Mercato Ortofrutta Milano) con una redditività di 30.000 € a salire.

germogli e chef
chef con germogli bambù per piatti vegetariani MI

 

Bambù: coltivazioni industriali nel 1930

Il bambù gigante di cui tanto si parla in questi tempi e le cui coltivazioni industriali sono in forte crescita in tutt’ Italia, ha un precedente nel Agro-Pontino nel 1930.

In quegli’ anni si coltivavano estesi canneti di Arundo Donax L. della famiglia del bambù, per la  produzione di cellulosa e filati di rayon detti filati di seta artificiale.

raccolta canne Bambù: coltivazioni industriali nel 1930
raccolta canne da trasmissione R A I Geo

Per chi non fosse a conoscenza del rayon riporto da Wikipedia quanto segue:

Il rayon (a volte chiamato modal) è una fibra trasparente che si ottiene dalla cellulosa[1].

Le fibre di cellulosa del legno o del cotone si sciolgono con soda caustica che reagisce con il solfuro di carbonio dando un composto solubile in acqua che è una soluzione colloidale, chiamata viscosa, che fatta passare attraverso piccoli ugelli in un bagno di acido si riconverte a cellulosa. Lo stesso processo utilizzando sottili fessure al posto degli ugelli, fornisce il cellophane.

A partire dal 1924 Il rayon si chiamava anche”seta artificiale” o “seta del legno” .

Al contrario del nylon, il rayon assorbe l’acqua, rendendo i tessuti ottenuti molto più confortevoli per essere indossati.

Oltre il rayon viscosa esistono altre varianti di rayon, come il rayon alla nitrocellulosa (sviluppato nel 1891 ma messo fuori produzione a causa della sua alta infiammabilità), il rayon cuproammoniacale (sviluppato nel 1890 e con applicazioni industriali dal 1911 e che assomiglia moltissimo alla seta). Esiste anche un processo all’acido acetico che dà luogo agli acetati tessili e al triacetato di cellulosa, molto usato, per molti anni, nelle pellicole cinematografiche.

Progetto europeo Carbomark

Si è tenuto di recente un convegno a Udine  con la D.ssa Silvia Stefanelli sul Progetto europeo Carbomark.

La dottoressa responsabile dei progetti di energia rinnovabile della Direzione Centrale Ambiente Energia e Politiche per la Montagna della regione Friuli V. G. e consulente riguardo le politiche del clima per la riduzione del gas serra per la Commissione Europea, ha illustrato le opportunità nel mercato volontario dei crediti di carbonio agro-forestale ed i meccanismi molto rigorosi messi a punto con il progetto europeo CARBOMARK.

In ultima analisi , la Dott.ssa Stefanelli non ha escluso che in futuro anche il BAMBU’ GIGANTE possa essere inserito nel mercato locale dei crediti di carbonio, in virtù della sua velocità di crescita, alto tasso di trasformazione dell’anidride carbonica e possibilità di fabbricare prodotti durevoli.

 

Due esempi di Progetto europeo Carbomark

Crediti di carbonio da gestione forestale sostenibile certificata

 Marzo 2012

Comune di Caltrano – Zuccato F.lli srl

  • Quantitativo di crediti offerti: 100 tonnellate di CO2
  • Prezzo base di offerta: euro 30 a tonnellata/CO2
  • Quantitativo di crediti acquistati: 50 tonnellate di CO2
  • Prezzo di acquisto: euro 30 a tonnellata/CO2

Bando di gara e modulo per l’offerta

Documento aggiudicazione Comune di Caltrano

 Marzo 2012

Comune di Lusiana – Etra spa

  • Quantitativo di crediti offerti: 100 tonnellate di CO2
  • Prezzo base di offerta: euro 30 a tonnellata/CO2
  • Quantitativo di crediti acquistati: 100 tonnellate di CO2
  • Prezzo di acquisto: euro 40 a tonnellata/CO2

Tema: Baskerville 2 di Anders Noren.

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